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La tutela del patrimonio culturale nelle aree
a rischio di conflitto. il ruolo dei tecnici

ROCCAVIVARA (CB) - S. MARIA DI CANNETO
30 settembre 2010

Convegno con performance teatrale

Sempre più frequentemente i conflitti moderni tendono ad acquisire caratteri di guerre "etniche" nelle quali prevalente risulta la distruzione dei "simboli" avversari e ritenuti nemici. Non a caso, chiese, sinagoghe e moschee rappresentano i principali obiettivi di atti terroristici così come i passanti vicino ai mercati e ai luoghi di cultura corrono i maggiori rischi di essere presi di mira dai cecchini. Ai danni causati dalle operazioni belliche si devono aggiungere quelli derivati dall'abbandono in cui sono lasciati territori e monumenti e, non di meno, dai successivi interventi di "ricostruzione".
Il convegno "La tutela del patrimonio culturale nelle aree a rischio di conflitto. Il ruolo dei tecnici" (S.Maria di Canneto a Roccavivara, 30 settembre 2010) vuole proporsi come una occasione di riflessione su questi temi, nell'ambito delle attività previste dal Centro di documentazione e formazione presso il castello angioino di Civitacampomarano.
In particolare, l'incontro metterà l'accento sul ruolo dei tecnici e dalla pretesa "neutralità" delle operazioni di ricostruzione alle quali si vorrebbe assegnare un carattere scientifico e tecnico del tutto indipendente dalle realtà in cui si opera. Progetti presentati come umanitari e ad alta ricaduta finanziaria e culturale sulla realtà locale, non di rado, nascondono operazioni di ben altro carattere.
Interventi di ricostruzione e "valorizzazione delle risorse locali" rischiano di provocare la definitiva scomparsa delle culture locali. Interventi che saranno più funzionali ai vincitori-ricostruttori che alle popolazioni locali; il ruolo dei tecnici imposti dai vincitori-imprenditori (si tratta di operazioni ad alta redditività) sarà fondamentale e rischia di provocare una ulteriore distruzione del patrimonio ambientale locale (ridicolizzato nelle riproduzioni in scala ridotta nei villaggi turistici in stile locale) e storico (riprodotto in musei locali irrispettosi delle tradizioni) che saranno gestiti dai vincitori-manager.
Un ruolo determinante può averlo il vincitore-restauratore (o il restauratore al servizio del vincitore) quando interviene con operazioni solo apparentemente compatibili con le realtà locali adottando procedure e materiali estranei imponendo, invece, quelli del vincitore-venditore.
A un altro livello, ma non meno pericoloso, lo stesso ruolo è svolto dall'archeologo e dallo storico quando diventano strumento per sostenere e giustificare le idee del vincitore e di quelli che sono passati dalla parte del vincitore-educatore (fenomeno tutt'altro che raro).
La discussione sul ruolo dei tecnici nelle operazioni di ricostruzione postbellica (danneggiamenti intenzionali) può costituire una buona occasione per stimolare riflessioni anche sulle ricostruzioni dopo un cataclisma naturale (danneggiamenti non voluti ma, talvolta, condizionati da scelte umane) quando le condizioni di emergenza sembrano giustificare qualunque tipo di intervento.